
Dan Sorina. Dan. Sorina. “Dansorina”…
Cos’è una „dansorina”. Qual’è la prima cosa che vi viene in mente quando sentite questa parola?
Io penso a quella piccola ballerina, a gonna bianca, che gira nel vuoto nel carillon, una volta aperto...
No, non ho mai avuto un carillon tale.
E si, è ironico che sia quello che rappresenti una „dansorina”. Perché non mi rappresenta affatto...
Fisicamente.
Ci sono però qualche aspetti che mi identificano con questa bambolina...dimenticata dal mondo, nascosta nel buio del suo carillon. Gira nel nulla, „tourner dans le vide” – come dice la canzone di Indila, come se fosse, costantemente, alla ricerca del compagno perso. O di quello che non abbia incontrato ancora.
Dall’infanzia triste di Sorina Dan, all’allieva e successivamente la studentessa Dan Sorina –una giovanne donna con ambizioni di autrice, alla moglie Iagăru Sorina, operatore call center, mai madre...di passaggio per l’intermediario Semplicemente Sorina – una donna sola ed insolita che ha cominciato a scrivere, trovando l’ispirazione in ogni piccolo dettaglio della vita...a Dan Sorina. Una ‘dansorina‘, ma non una al senso vero e proprio della parola, una mente complessa ed estremamente attenta ai dettagli, al punto di diventare noiosa, e un cuore. Infranto mille volte. Da gente che non è stato in grado di vederne la purezza e non ha preso il tempo di capirne l’essenza. Un’anima che, paradossalmente, continua a sperare.
Ad una vita nuova...ad una vita migliore. All’Amore.
All’amore che può far sentire solo l’anima gemella.
Quella che sta ancora cercando...impaziente...tremblando.
Anche se…lo sa benissimo, potrebbe non esistere.
Bensi, ai tempi, credeva di averla già incontrata.
“Dansorina”. Dan. Sorina.
Dan Sorina
"Shine, shine on my way
And I will remember your love
Shine, shine on my way
And I will never fall out of love"
Il cuore rimase li, nel fango, tra quel lago gelido e la funivia, accarezzante, in t-shirt bianca...
Prenditene cura! Prenditene cura tu!...

